Si torna a parlare di Milan in questi giorni, anche dopo il closing che, come sappiamo, ormai è stato definitivamente archiviato dopo non poche peripezie.

Tuttavia, proprio in queste ore, è apparsa una lunga intervista del fratello di Silvio Berlusconi, Paolo, che ha parlato della situazione e ha illustrato anche dei retroscena. L’intervista è apparsa sulla Gazzetta dello Sport e ci spiega lo stato d’animo dell’ex patron del Milan, squadra ormai nelle mani di azionisti cinesi.

Berlusconi e il Milan: voleva vendere a italiani

Dalle parole di Paolo Berlusconi si intravede un ex presidente del Milan affranto e addolorato, per aver dovuto cedere la squadra ai cinesi e non a degli acquirenti italiani.

La famiglia Berlusconi ha sempre amato il Milan e, pertanto, prima che di una questione di affari, quella della cessione è stata una questione di cuore. Tutti sapevano che la squadra prima o poi sarebbe stata venduta, ma in fondo nessuno si aspettava che a rilevarla fossero dei cinesi. Dopo 31 anni alla guida del club rossonero, per la famiglia Berlusconi è stato un brutto colpo.

Del resto, come sottolinea Paolo Berlusconi, durante i giorni in cui il fratello Silvio è stato operato al cuore, sono state decise molte cose. L’ex presidente, proprio in quelle ore, mandò un videomessaggio a tutta la sua famiglia, assicurando che da quel momento sarebbe stato più presente. Quello significò che il Milan doveva essere venduto.

Tuttavia, Berlusconi non era molto propenso a cedere la sua squadra ai cinesi: avrebbe preferito qualche imprenditore milanese o, comunque, italiano, ma il tutto si è concluso in un nulla di fatto, dato che la somma richiesta era ingente e gli acquirenti non avrebbero potuto ottenere delle agevolazioni come è accaduto per i cinesi. Un distacco difficile, quindi, quello dal Milan, che ha molto amareggiato Berlusconi e che, in un modo o nell’altro, ha segnato la fine di un’epoca.

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